I MIEI LIBRI

PRIMI ANNI A WDC

Nonostante sia la capitale degli USA, Washington non ha il fascino iconico di città come New York, San Francisco, Seattle o New Orleans. Non ne ha la personalità; non ha una sua anima. Niente grattacieli. Ritmo di vita sommesso, ordinato, paziente. Rispetto assoluto delle date nazionali, della cortesia da buon vicinato, delle credenze condivise. Ma è il luogo della concretezza americana: lobby industriali e finanziarie, trasversali ai due partiti tradizionali, sono in perenne e sotterranea attività; le diplomazie di tutto il globo si confrontano con il potere di Casa Bianca e Congresso. Soprattutto, la vita sociale e gli stessi rapporti fra le persone ne risultano semplificati ed evidenti. E – per chi come l’autrice arriva dall’Europa con tutte le aspettative, i sogni e i falsi miti sugli States – la negoziazione quotidiana impatta con l’inflessibilità, le rudezze mentali, l’irresponsabilità, le difficoltà ad accettare chi è diverso. Una visione da Padri Pellegrini, alla base di un Paese che pensiamo libero per definizione. Francesca Andreini ha vissuto un lungo periodo a Washington con la sua famiglia.

NESSUNO TI PUO’ COSTRINGERE

Un ragazzino che a dodici anni, nell’epoca fra le due guerre, scappa dalla famiglia e dai doveri e comincia a girovagare fra incontri straordinari e grotteschi, fra pericoli e iniziazioni attraverso una Toscana misteriosa, aspra, magica. Sfuggendo al peggio, Gino saltella fra paesi ed esperienze. Si ribella con testardaggine toscana alla natura cattiva del mondo. Con passione e ironia continua ad amare ogni aspetto della vita. Impara fra i boschi a schivare i colpi delle frasche. E per tutta la vita si piega, capriola e scivola fra le dita del destino. Crescendo si fa uomo, ma riesce sempre ad evitare tutto quello che lo vorrebbe costringere in una forma definitiva. Fino alla prova estrema della guerra. “Capiamo subito da che cosa sta scappando Gino”, scrive Marianne Schneider, “ma che cosa insegue? Ha qualcosa dentro di sé che lo rende parente del fiabesco Pinocchio e quello che Giorgio Manganelli dice di quel burattino, vale anche per Gino: che ‘segue il suo oracolo interiore’, che lo può anche far sbagliare, ma lo guida miracolosamente attraverso il mondo, facendolo andare dietro ai suoi sogni e alle sua curiosità e alla voglia di arrivare non sa nemmeno lui dove, …”

CRONACHE AMERICANE

Partire, nell‘estate del 2010, per la terra dei sogni, delle illusioni, della voglia di ricominciare. Gli Stati Uniti, culla dei miti moderni, mecca di tutte le emigrazioni. E finire in un turbine di sentimenti contrastanti, di scoperte amare, di senso di estraneità. Ma anche di stupore, apprezzamento, crescita. In uno stile dall’andamento fluido, vario, mutevole quanto i sentimenti e le esperienze narrati, le Cronache Americane narrano l’avventura di una famiglia che si trapianta, armi, bagagli e sogni, nei sobborghi residenziali di Washington. Per scoprire che tutto ciò che sapeva dell’America era solo un’immagine spostata, la figura di un caleidoscopio fatto di film, musica e romanzi che narravano una realtà tanto diversa da quella che ora sta, vera e vivida, davanti ai loro occhi.