Su Francesca

francesca andreini 2Francesca Andreini vede per la prima volta il mondo nell’agosto del 1966. Poco tempo dopo la sua città natale, Firenze, è sommersa da un’alluvione. Francesca viene salvata dall’esercito, che la cala dalla finestra della sua casa su un mezzo anfibio. Un evento che le è sempre sembrato carico di significati reconditi. Ma non ha mai capito quali.

Mentre Firenze giace nel fango, Francesca fa i primi vocalizzi e incamera nel subconscio due concetti: la natura è terribile e benigna allo stesso tempo; quando compri un appartamento meglio sceglierlo non troppo vicino a un corso d’acqua.

Negli anni successivi Firenze risorge dalla tragedia, tornando alla sua paciosa vita di città d’arte. Francesca, intanto, cresce fra i ricordi della nonna e i racconti di una famiglia discretamente unita e numerosa. Sul momento ignara di una tale fortuna, si arricchisce del contatto con le ultime generazioni capaci di comunicare narrando.

Le sembra naturale scegliere di studiare lettere, all’università, perché fin da bambina ama i libri. E si iscrive al corso di laurea in lingue e letterature straniere moderne perché i libri le piacciono anche quando li scrivono gli stranieri.

Lascia molto giovane la sua piccola, elegante Firenze per avventurarsi nelle chiassose e imprevedibili occasioni della capitale. In mezzo alla bellezza irriverente ed esotica di Roma si trova a lavorare per la redazione e la produzione di alcuni programmi di Mediaset e Telemontecarlo.

Poco dopo la nascita della sua prima bambina, nonostante ami moltissimo la sua vita romana, Francesca non esita (alcuni dicono è stata faticosamente convinta) a lasciare tutto per seguire il suo grande amore, che deve trasferirsi all’estero per lavoro.

Prima in Siria e poi in Senegal, Francesca fa esperienza di mondi sconosciuti, spesso difficili, senz’altro indimenticabili. Incamera luci, suoni e profumi nuovi ma sopratutto impara a vivere in un presente fatto di curiosità e privo di giudizio.

In questi anni Francesca mette al mondo un’altra bimba e un maschietto.

Assiste anche alla nascita della rivista letteraria on line Zibaldoni e altre meraviglie, con la quale inizia subito una collaborazione intensa, mai più interrotta. Su Zibaldoni pubblica racconti (“Il mercato di Awa”, sui sotterfugi di una bambina per sopravvivere nel mondo dei mendicanti di Dakar, è finalista al premio Teramo nel 2005) e il suo primo romanzo, Gino. Un romanzo che, ispirandosi ai racconti ascoltati da bambina su un’epoca ormai scomparsa (l’Italia degli anni ’30 e ’40, la guerra, l’immediato dopoguerra), racconta la crescita di un ragazzo in uomo e la sua personale lotta per non farsi vincere dalle difficoltà della vita. Uscito a puntate on line fra il 2004 e il 2006, il romanzo viene pubblicato nel 2009 da QuiEdit (http://www.quiedit.it/) con il titolo Nessuno ti può costringere.

Francesca rientra per alcuni anni a Roma dove, presa dall’entusiasmo che le danno sempre i momenti di passaggio (alcuni dicono per vincere lo sgomento di ricominciare ogni volta daccapo) si lancia a sperimentare linguaggi a lei nuovi. Nel 2007 scrive quindi una commedia sul mondo del precariato, Impara l’arte, che è finalista (3° posto) alla XIII edizione del Premio Enrico Maria Salerno per la drammaturgia Europea. Insieme al regista Filippo Cipriano e lo sceneggiatore Andrea Bassi scrive poi la sceneggiatura intitolata Senza Me, che nel 2010 ottiene il riconoscimento di interesse culturale e l’attribuzione del contributo statale per opere prime e seconde del Ministero per i Beni e le Attività Culturali.

Parte quindi alla volta di Washington DC, dove si trattiene per quattro anni. L’esistenza quasi bucolica dei sobborghi residenziali americani è movimentata dai frequenti viaggi per gli States, e dalle attività che Francesca svolge per l’associazione di business networking Italians in DC quale coordinatrice di Parolab, un club finalizzato alla promozione della letteratura italiana contemporanea negli Stati Uniti. Delle esperienze nel nuovo continente, del loro rapporto con i miti che da sempre si accompagnano per lei all’idea di America, Francesca parla in Cronache Americane, pubblicato da Zibaldoni come diario a puntate fra il 2010 e il 2012, e come e-book nel 2014.

Alle riflessioni suscitate dalle vicende americane si è ispirata anche la rubrica che fra il 2010 e il 2014 Francesca ha tenuto  su Zibaldoni, intitolata Le prime volte .

Tornata a Roma nel 2014, sotto il cielo intenso dell’antica urbe, riprende a coltivare interessi e incontri vecchi e nuovi. Scrive anche una nuova versione delle sue Cronache Americane, che nel luglio del 2015 esce con il titolo Primi anni a WDC  per le Edizioni del gattaccio (www.edizionidelgattaccio.it).

Socia dal 2014 del club letterario Bel-Ami, entra presto a far parte del comitato organizzativo, sperimentandosi in veste di curatrice, moderatrice e protagonista di eventi. Nonché come ideatrice e realizzatrice di due laboratori di narrativa (Martedì prosaici); cicli di incontri dove i partecipanti penetrano le tecniche narrative alla base della produzione letteraria classica e contemporanea, per affrontare e poi sgominare ogni genere di “blocco dello scrittore”.

Nel luglio del 2018 si trasferisce di nuovo all’estero, nell’entusiasmo caldo di Bangkok. Templi e grattacieli, canali e potenza tranquilla delle tradizioni si intrecciano nelle sue giornate, e le danno la voglia di rimettersi in gioco, di entrare in contatto con lo spirito del luogo. Oltre agli studi e ai viaggi, si dedica ad insegnare cultura italiana e narrativa occidentale come guest lecturer presso la più antica università della Tailandia, la Chulalongkorn University.

In attesa di nuove ispirazioni.